Bandi, croce e delizia delle organizzazioni non profit!  I fundraiser tuttofare delle piccole e medie realtà sanno bene come può essere complesso orientarsi tra i bandi, soprattutto quando si è soli a gestire scrittura di progetti e lavoro “ordinario” con i donatori privati.

La quantità dei bandi in uscita è da record

Quelli attivi sono, al momento, oltre mille secondo l’Osservatorio de “Il Bando nella Matassa”. E poi c’è la tendenza, forse prodotta dall’innato ottimismo tipico del non profit, a voler vedere per forza un collegamento tra il singolo bando e la nostra organizzazione. Lo avete notato anche voi? Io,  da quando faccio questo mestiere, ho speso una discreta quantità di tempo a tentare di convincere colleghi o membri di direttivo che buttarsi su un bando di cui non siamo convinti, magari dieci giorni prima della scadenza, non è esattamente un’idea brillante…

Spesso, l’approccio è sbagliato a monte

Ironia a parte, sono molte le organizzazioni che sbagliano approccio ai bandi, non identificando quelli realmente strategici. Si pensa che, concorrendo a più bandi, le opportunità di successo aumentino. In questo campo, però, la legge della probabilità non sempre funziona e, così facendo, si finisce per disperdere energie su troppi fronti.

Ma come si fa a capire quali sono i bandi davvero fondamentali per un’organizzazione e a pianificare le attività di conseguenza?
Alta aderenza tra obiettivi di bando e progetto.

Il primo criterio da seguire è sicuramente quello della maggiore aderenza possibile tra gli obiettivi del bando e quelli del progetto che si ha in mente. Ci sono bandi focalizzati per area geografica, altri per target, altri ancora tesi a individuare modalità di intervento innovative in risposta a problematiche sociali. Cominciano anche a diffondersi – soprattutto grazie alle fondazioni di origine bancaria – bandi rivolti alle organizzazioni per il rafforzamento delle loro capacità (capacity building). Si tratta di una percentuale minoritaria al momento, ma che intercetta un bisogno molto sentito nel Terzo Settore, ovvero la necessità di potenziare le organizzazioni affinché perseguano più efficacemente la loro mission, al di là del progetto specifico.

Leggere bene il testo del bando e tutta la documentazione disponibile.

Tornando a noi, bisogna sapere che l’ente erogatore di turno, quando prepara un bando, ha già in mente che tipo di progetti vuole finanziare. Leggere attentamente il testo del bando e ogni documento correlato (ad esempio il documento strategico pluriennale per le fondazioni di origine bancaria) sarà il primo passo da compiere. Ulteriori informazioni sul tipo di attività proponibili e sugli importi erogati, utili ad orientarsi, si potranno reperire attraverso l’analisi dei progetti già finanziati.

Puntare a creare relazioni con i soggetti erogatori.

Infine, per ogni bando c’è una persona o un team responsabile: non esitate a chiedere informazioni  se ci sono aspetti non chiari. Fatelo facendo attenzione a presentarvi e a presentare la vostra organizzazione: anche questo, dopotutto,  è un modo di creare relazioni.

Più andrete in profondità con l’analisi, più vi renderete conto che molti bandi a prima vista interessanti, in realtà non lo sono poi così tanto e possono essere tranquillamente accantonati.

Adeguatezza sotto il profilo economico.

Un secondo metro di giudizio riguarda gli aspetti economici e di budget. Un bando giusto è sempre un bando economicamente adeguato alle vostre necessità e alle vostre capacità. Il concetto comprende sia la capacità di far fronte al co-finanziamento richiesto, sia la capacità di gestire una determinata somma di denaro. Le capacità gestionali dell’ente sono un elemento che incide molto sulla valutazione dei progetti e i grant makers sanno bene quali dati chiedervi per averne contezza. Capita che le piccole organizzazioni, attratte da tetti di erogazione molto alti, presentino progetti con budget non commisurati al loro bilancio e alle reali capacità. Un ente erogatore presta grande attenzione a questi dati perché sono indice delle vostre capacità di gestire il progetto, quindi siate realistici e non pensate di poter fare il colpaccio!

Organizzare le informazioni

Quando avrete accumulato un buon numero di informazioni su bandi e opportunità di finanziamento per voi interessanti, create un vostro database (basta un semplice foglio excel) per catalogarle secondo i criteri più salienti. Non dimenticate le date di uscita e scadenza dei bandi, che solitamente si ripetono di anno in anno, e le informazioni di contatto. Aggiungete le vostre osservazioni personali, frutto dell’analisi che avrete fatto: in futuro, questi dati vi guideranno e vi faranno risparmiare tempo.

Alcuni consigli pratici

Termino con tre consigli spassionati, che vengono dalla mia esperienza personale:

  • spendete tempo ad analizzare e capire quali opportunità scegliere prima di gettarvi all’inseguimento dei primi bandi compatibili: sarà un investimento che vi ripagherà. Se non sapete da dove cominciare e non avete risorse interne dotate delle necessarie competenze, potrete rivolgervi ad un consulente o società di consulenza del settore. Sul mercato esistono infine alcuni strumenti di monitoraggio bandi, personalizzabili in base alle vostre esigenze e con prezzi ragionevoli, in alcuni casi, anche per piccole organizzazioni.
  • Per costruire il vostro database delle opportunità, utilizzate le tante risorse gratuite presenti online, a cominciare dai siti dei Centri di Servizio al volontariato, dove i bandi vengono pubblicati e catalogati continuamente. Iscrivetevi alle newsletter di enti operanti nel settore e frequentati i gruppi attivi sull’argomento su Facebook e LinkedIN.
  • Pianificate l’attività: cominciate inserendo nel vostro piano di lavoro annuale i bandi più importanti, da non mancare assolutamente. Nelle finestre temporali più sgombre, dedicatevi a costruire una relazione con le fondazioni che erogano a sportello (senza scadenze) e che vi sembrano più compatibili con la vostra mission.

E ricordatevi che il bando giusto per voi può essere proprio lì, dietro l’angolo!

Buona progettazione e buona raccolta!

Alessandra