Con la campagna 2019 in corso, ecco qualche consiglio utile a dare nuovo sprint e migliorare i risultati del vostro 5 x 1000. Trattandosi di un appuntamento fisso, rischia infatti di essere un po’ trascurato. Si vedono spesso organizzazioni che utilizzano sempre lo stesso format e propongono una campagna di comunicazione piuttosto che fare un’azione di raccolta fondi. Quella sul 5 x 1000 è una campagna di fundraising sui generis perché non avremo mai nomi, cognomi e indirizzi dei nostri donatori, ma non per questo dobbiamo rinunciare a sfruttarne le potenzialità.  Devolvere il 5 x 1000 non significa privarsi di qualcosa, come per le normali donazioni, Questo, tutto sommato, la rende una scelta più semplice. Inoltre, grazie ai meccanismi di passaparola che fanno leva sulla fiducia, è facile arrivare a molte persone senza bisogno di grandi budget.

Ecco cinque punti che potete utilizzare per fare un veloce check up alla vostra campagna.

1. Elaborate un messaggio chiaro e motivante.

Esprimete il succo della vostra buona causa, come cambiate le cose in meglio per le persone. Considerando che tra una campagna e l’arrivo dei risultati passano 2 anni,  non è semplice legarla ad un progetto. Il consiglio è dunque di tenerla istituzionale, comunicando il valore aggiunto di quello che fate. Oltre a semplificarvi la vita, questa modalità vi permette di fare “branding”, cioè di farvi conoscere sul vostro territorio.

2. Declinate il messaggio su tutti i  canali – on e offline – stando attenti ad adattarlo a seconda delle caratteristiche dello strumento.

Fate attenzione soprattutto alle immagini e alla lunghezza dei testi, che vanno di volta in volta adeguati. Limitatevi all’essenziale nei post sui social e nel materiale che distribuite, rimandando ad una pagina creata ad hoc sul sito per gli approfondimenti. Non dimenticate mai di inserire il codice fiscale e aiutate le persone a trovarlo facilmente al momento decisivo, cioè quando saranno di fronte al commercialista. Stampate i classici biglietti da visita da tenere nel portafogli, inviate promemoria via sms e whatsapp, ecc..

3. Capitalizzate le relazioni.

Contatele e sfruttatele al meglio. Non pensate solo a chi sta al centro dell’organizzazione – soci, volontari e pochi altri – sennò è logico che sarete sempre i soliti 4 gatti!  E’ importante attivare anche le relazioni meno dirette, che siano dell’organizzazione o vostre personali. Provate a diffondere il messaggio all’interno delle vostre cerchie. Dal lavoro, agli hobby, fino alle reti in cui il legame di fiducia che le persone hanno con voi può contribuire ad indirizzare le scelte: vicini di casa, condomini, genitori degli amici dei vostri figli, ecc.. Fate un elenco di tutti i gruppi cui potete arrivare, specificando come intendete raggiungerli. Tutti quei contatti (studi professionali, circoli ricreativi, negozi ecc..) che vi daranno accesso a reti organizzate di persone sono particolarmente importanti e meritano attenzione.

4. Organizzatevi per tempo e pianificate.

Un piano di tutte le attività va impostato circa un paio di mesi prima della partenza ufficiale e seguito il più fedelmente possibile. Questo è davvero il fattore che può fare la differenza tra una campagna riuscita ed una improvvisata. Non servono strumenti sofisticati, usate schemi semplici che rispondano alle classiche domande chi? cosa? come? quando? dove? con quali risorse? Parallelamente, pianificate anche le azioni di comunicazione, a partire dai post sui social e dalle newsletter dedicate, fino a strumenti meno basic come spot radio o video, se li utilizzate. Tenete comunque presente che la campagna 5 x 1000,  pur durando svariati mesi,  ha dei picchi in corrispondenza delle date in cui si avvicina il termine di consegna dei diversi modelli di dichiarazione.

5. Misurate.

Cominciate a porvi un obiettivo, in termini di firme da raccogliere, in base al vostro storico. Un ragionevole aumento, indicativamente, potrebbe collocarsi  tra il 5 e il 15% a seconda dei casi. Trattandosi di uno strumento di donazione anonimo, non avrete modo di fare associazioni tra stimoli e risposte, ma potrete formarvi un ragionevole quadro d’insieme di quante persone e gruppi sarete  riusciti  a raggiungere e in quali zone, ad esempio classificandoli per categoria (commercialisti, studi professionali, negozi, centri di aggregazione ecc…) e tenendo traccia della quantità di materiale distribuito. In questo modo potrete avere dei dati in base ai quali, di anno in anno, effettuare delle valutazioni e ragionare sul margine di miglioramento. Infine, per uno sguardo d’insieme sull’andamento delle campagne, non dimenticate di utilizzare il tool gratuito di NP Solutions che trovate online qui.

Vi siete ritrovati in quel che avete letto? Se avete curiosità o richieste specifiche, contattatemi.

Buona riflessione e, soprattutto, buona raccolta!