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Ti risponderò a stretto giro e concorderemo come sentirci o incontrarci per approfondire.


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    FAQs.

    Ecco una lista di domande frequenti che ti aiuteranno a farti almeno un’idea su come lavoro e su come potremmo collaborare.

    Di base sono a Torino, la mia zona di riferimento è il Piemonte e tutto il nord-ovest. Questo però non significa che se la tua organizzazione è in un’altra regione non possiamo collaborare!

    Conoscersi di persona è fondamentale, ma è altrettanto vero che le nuove tecnologie permettono di organizzare il lavoro in modo efficace anche a distanza. Sono abituata a usare strumenti digitali e collaborativi, abbinandoli alla necessaria dose di collaborazione in presenza.

    Trovare la giusta combinazione tra questi elementi dipende molto dall’obiettivo che abbiamo e dal lavoro che dobbiamo fare insieme. Ogni caso è diverso dall’altro, parliamone.

    I percorsi di consulenza, indipendentemente dalla durata, affiancano una parte di lavoro in presenza (solitamente più consistente in fase di avvio) ed una parte a distanza. Quest’ultima comprende differenti modalità e strumenti di collaborazione , dal lavoro vero e proprio in videoconferenza alla semplice helpline di supporto, attraverso cui rispondo a domande puntuali per risolvere specifiche criticità nella fase di implementazione.

    Ogni caso è differente e non esiste una formula standard. Di solito propongo una stima di cosa ci serve fatta in base alla mia esperienza, poi la discutiamo insieme.

    Per avviare la macchina della raccolta fondi (e sto parlando di fundraising come funzione strategica, non di raccolte fondi episodiche!) serve ragionare su un orizzonte di almeno 12 mesi. Lo stesso vale per l’avvio di un programma specifico (corporate e fondazioni, ad esempio).

    In questo lasso di tempo rientrano l’analisi funzionale a stabilire una strategia, la sua messa in opera, il monitoraggio e una prima valutazione dei risultati.

    Se, invece, il supporto che vi serve è su una campagna/evento specifico, allora i tempi possono ridursi, facendo però attenzione ad includere sempre un tempo adeguato per la fase preparatoria.

    Non sono in grado di dare una risposta univoca a questa domanda.  Il prezzo si basa su una stima delle giornate/uomo necessarie per realizzare le attività.

    Conosco i contesti delle piccole organizzazioni e tengo conto dei loro piccoli budget, ma non chiedetemi di lavorare a percentuale, perché non lo farò. Le ragioni le ha spiegate molto bene ASSIF – Associazione Italiana Fundraiser, di cui faccio parte. Le trovate qui.

    Certo che si, solo preferisco chiamarlo proposta perché non è una lista di servizi, ma un progetto ragionato. Per questo dovrò capire bene la situazione e inquadrare i bisogni prima di scriverlo.

    Ti chiederò di sentirci o incontrarci per un approfondimento, dopodiché potrò  ipotizzare le azioni da impostare, i tempi necessari e, quindi, stimare il costo.

    Il percorso di consulenza è strutturato come un progetto, con obiettivi e moduli di attività per raggiungerli. Questa struttura aiuta la comprensione delle diverse attività che saranno avviate e mostra in modo trasparente come si arriva a determinare il costo.

    I moduli sono interconnessi tra loro. Il primo, dedicato all’analisi dell’organizzazione, produce un report che mette a fuoco forze e debolezze con taglio operativo, restituendo un quadro utile a ragionare su come impostare la raccolta fondi.

    E’ possibile acquistarlo singolarmente e poi decidere se avviare subito o meno l’affiancamento operativo.